Ecco un
piccolo vademecum per trovare la distanza giusta.
A proposito di cinema in casa si parla molto di
risoluzione degli schermi, ma troppo poco di una
questione tutt’altro che secondaria: a che distanza
bisogna mettersi per guardare lo schermo? C’è una
distanza minima da non superare? E per godere al massimo
dell’effetto cinema, che rapporto ci deve essere tra la
dimensione dello schermo e la distanza da tenere? È una
questione che ha anche un impatto sul portafogli:
seguendo le giuste regole potreste regolarvi al meglio
per l’acquisto di un televisore o di un videoproiettore,
a seconda della dimensione del vostro salotto.
C’è tv e tv
La distanza da tenere per una corretta visione dello
schermo è diretta conseguenza di molti fattori, in
continua evoluzione. In effetti, quello che si poteva
consigliare fino ad ora per quanto riguarda i televisori
tradizionali, non ha più molto valore se applicato a uno
schermo piatto o a un videoproiettore.
Dal
punto di vista della sicurezza, il dato principale da
tenere in considerazione per uno schermo tradizionale
(CRT) è l’emissione causata dal tubo catodico; questa
può causare problemi alla vista, alla lunga, se si sta
troppo vicini allo schermo. Per questo alcuni dei
principali enti consigliano per la visione della TV un
calcolo molto prudenziale: posizionarsi ad una distanza
che varia da 5 a 7 volte la base dello schermo. Seguendo
alla lettera questi consigli e avendo un televisore CRT
da 32 pollici bisognerebbe stare almeno a 3 metri o 3
metri e mezzo di distanza!
Per giunta, questo valore va a cozzare con un altro
dato, ovvero il limite dopo il quale si comincia ad
avere problemi a distinguere i dettagli più fini. Un
occhio, al massimo della sua capacità, ha una
determinata risoluzione: può risolvere dettagli non più
piccoli di 1/60 di grado d’arco, ovvero un cosiddetto
“minuto d’arco”. Occorre precisare che questo valore
varia moltissimo da occhio
Per vedere i film su schermo piatto
I problemi diminuiscono
drasticamente quando si prende in
considerazione uno schermo piatto o
un videoproiettore. Gli schermi
piatti, che siano LCD o al plasma,
hanno emissioni molto ridotte e
quindi nuociono alla salute molto
meno che non i TV a tubo catodico.
Fermo restando che non è mai
consigliato stare troppo vicini per
troppo tempo a uno schermo,
soprattutto al buio, con uno schermo
piatto ci si può permettere di
avvicinarsi fino a posizionarsi a
una distanza tale da ottenere un
angolo di visione di circa 30 gradi.
Perché questo dato? L’associazione
internazionale SMPTE (Society of
Motion Picture and Televisione
Engineers) raccomanda un angolo
minimo di visione di 30 gradi per
l’home theater (standard
EG-18-1994).
Questo
valore è spesso preso in
considerazione dalle aziende di
videoproiettori per il calcolo della
distanza/dimensione dello schermo.
Allo stesso modo la THX di George
Lucas ha stabilito un valore
necessario per ottenere la
certificazione, per i cinema. Questa
visuale deve essere di 36 gradi
(ottimale) e comunque almeno di 26
gradi. Con questi dati quindi si
ottiene, per entrambi gli enti, una
visione coinvolgente nel caso di
home theater. È giusto precisare che
per un uso normale del TV (dal
telegiornale al reality show) non è
affatto necessaria una visione così
ravvicinata: l’impatto
cinematografico non è richiesto e
anzi questa vicinanza se protratta
per tante ore potrebbe anche essere
controproducente.

